Home » Festival e Concerti » Firenze Rocks

Firenze Rocks

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Si è tenuta dal 23 al 25 giugno 2017 l’attesissima rassegna del Firenze Rocks, che ha visto avvicendarsi sul palco dell’ arena del Visarno di Firenze band rinomate a livello mondiale come gli Aerosmith, i Placebo, Eddie Vedder voce dei Pearl Jam, i Sytem of a Down, e tanti altri nomi noti o emergenti nel panorama della musica italiana e globale.

È stata registrata una media di presenze giornaliere di pubblico che sfiorava i 60 mila spettatori, per un concerto che in tanti ricorderanno per molto tempo. Ecco quindi le fasi salienti della tre giorni che ha reso Firenze la capitale del rock per un weekend.

Prima giornata, la notte degli Aerosmith e dei Placebo

La prima giornata del festival di Firenze ha visto un flusso di pubblico di circa 50 mila persone che sono accorse per l’apertura del weekend di fuoco che caratterizzerà il concerto di Firenze più atteso dell’anno.

Sono circa le 7 di sera, quando si presenta sul palco una delle band più attese: mise giovanile in pantaloncini per Brian Molko, che ha guidato i Placebo in una performance memorabile, a coronamento delle celebrazioni per il ventennio di carriera. Il gruppo londinese ha presentato una scaletta rock di tutto rispetto, che sarà piaciuta non poco a chi è arrivato fin qui per vederli.

Davanti al pubblico del Visarno la band ha così ripercorso i suoi vent’anni passando dai classici. come “Pure Morning” fino alle più recenti hit “Loud Like Love” senza tralasciare le canzoni che li hanno resi grandi, come “Special K”, “Song to say goodbye”, “Slave to the Wage”.

Prima dei Placebo si erano avvicendati sul palco i Deaf Havana e il singer irlandese Jack Lukeman. Ma probabilmente la band più attesa da una buona parte dei 50 mila erano forse gli Areosmith, band guidata dal sempreverde frontman Steven Tyler, che passavano di qui per la loro unica data italiana del tour Aero-vederci Baby. E Steven Tyler, a 69 anni suonati, è come se ne avesse ancora 20: salta e urla da rocker le hit di sempre, le sexy “Rag Doll” e “Janie’s Got a Gun”, fino a sciogliersi nelle romantiche “Cryin” e “I don’t wanna miss a thing”, colonna sonora che in molti ha fatto lacrimare sotto il palco.

Per loro sono 47 gli anni di carriera da quel lontano 1970 in cui si son conosciuti, e a vederli così non si direbbe: gli Aerosmith sono ancora quelle rockstar che non tramontano mai. Alla fine della performance lasciano il pubblico di Firenze senza fiato.

L’esibizione degli Aerosmith

Ecco un breve video del concerto.

Seconda giornata, Eddie Vedder fa sognare

Nel secondo giorno del concertone di Firenze ancora una line-up di lusso, ma forse tutti aspettavano di vedere sul palco Eddie Vedder: erano arrivati in oltre 50 mila da tutta Italia per il frontman della storica band grunge dei Pearl Jam, la più alta di sempre per vederlo da solista, come ci ha tenuto a rimarcare egli stesso.

E naturalmente lui non ha deluso le attese di Visarno. Pur presentandosi in solitaria, senza la sua band di sempre, accompagnato solamente da un paio di chitarre, un banjo e un ukulele, ha saputo trascinare gli oltre 50.000 presenti nelle magie delle canzoni che hanno segnato un’epoca, quella del grunge degli anni ’90 e dei suoi Pearl Jam.

Da “Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town”, a “Sometimes” fino a “Black”: sono solo alcuni dei pezzi che hanno fatto sognare i suoi fan di sempre e quelli nuovi, che forse all’epoca di “Ten”, “Versus” e “Vitalogy” non erano ancora nati ma che hanno avuto modo di scoprire la band e innamorarsene nel corso del tempo.

Un concerto magico a detta di molti, Eddie Vedder a Firenze è un incantatore da palco, e sa come affascinare anche quando non è in versione elettrica. Un acustico ipnotico, che diventa toccante quando performa le note di “Imagine” di John Lennon, o quando si scioglie in un tributo per l’amico Chris Cornell, frontman dei Soundgarden scomparso qualche settimana fa. Un concerto che in molti ricorderanno a lungo.

Prima di lui si erano esibiti sul palco Samuel dei Subsonica, chiamato all’ultimo momento a sostituire i Cranberries, e Glen Hansard, cantautore dai toni Irish della band The Frames subentrato anch’egli all’ultimo minuto al posto degli americani Cigarette After Sex. Prima ancora si era esibita la talentuosa Eva Pevarello, proveniente dalle file di X Factor, mentre ad aprire la giornata era stata una band emergente, gli Altre di B, che si sta facendo conoscere con le sue sonorità trascinanti. Una giornata memorabile per tutti.

Terza giornata, il rock duro dei System of a down

Il festival a Firenze chiude con il botto: anche oggi sono arrivati in oltre 50 mila per assistere al terzo dei grandi eventi dell’estate. La terza giornata del concerto di Firenze si preannuncia scoppiettante già dagli inizi, con il caldo afoso a farla da padrone: tantissimi i giovani giunti a vedere i fenomenali System of a Down, o anche il rock duro e impegnato dei Prophets of Rage. Band che anticipano i grandi sono i talentuosi Don Broco e Mallory Knox.

La band composta dagli ex Rage Against the Machine (senza il cantante Zack De La Rocha ma con l’aggiunta di elementi dai Public Enemy e dai Cypress Hill) è salita sul palco alle 19.00, e ha suonato con la consueta rabbia i classici “Guerrilla Radio” o “How could I killa a man” rendendo la giornata ancor più di fuoco.

Non poteva mancare anche da parte loro il sentito ricordo di Chris Cornell, e per l’occasione hanno chiamato sul palco Serj Tankian frontman dei System of a Down.

Proprio loro sono forse gli ospiti più attesi dai giovani al Visarno: salgono al gran completo sul palco alle ore 21, per un’ora e venti di musica tirata e pogo.

La band di Los Angeles, di origini armene, ha introdotto con “Soldier Side” e “Suite Pee”, e performato i pezzi più famosi come “Toxicity”, “Sugar” o “Chop Suey”.

Il pubblico rispondeva cantando ogni parola delle canzoni, ed è chiaro che la band è ormai parte della crescita di una generazione di giovani. Il concerto finisce alle 22.30, e certamente ognuno ricorderà a lungo l’esibizione in questo festival attesissimo che non ha deluso le aspettative: e ci si augura che l’anno prossimo il livello di rock nel sangue di Firenze Rocks possa mantenersi intatto.

Lo speciale di Virgin Radio dedicato al festival di Firenze Rocks

Ti è piaciuto l'articolo? Dai un voto!
[Totale: 1 Media: 5]